nquinamento elettromagnetico: Legambiente promuove il dibattito scientifico e sollecita un monitoraggio periodico e professionale nei siti più a rischio delle città.
OSIMO – Si è concluso con un’ampia partecipazione di pubblico l’incontro tecnico di lunedì 16 Marzo dedicato all’approfondimento dei rischi connessi all’inquinamento elettromagnetico, organizzato dal Circolo Legambiente Osimo in collaborazione con Legambiente Marche.
L’evento ha rappresentato un momento cruciale di analisi scientifica e confronto con la cittadinanza su una tematica di stringente attualità normativa e sanitaria.
Il Circolo desidera rivolgere un sentito ringraziamento al Prof. Fausto Bersani per l’elevato profilo scientifico e la chiarezza espositiva profusi nell’analisi di una materia complessa e multidisciplinare. Si ringrazia inoltre il Prssidenfe di Legambiente Marche, Marco Ciarulli, sempre vicino e partecipe delle iniziative del circolo osimano, il Circolo ACLI di San Biagio per la consueta e ospitale accoglienza, l’Amministrazione Comunale per il patrocinio e la partecipazione istituzionale dell’Assessore Jacopo Angeletti, unitamente a tutti i cittadini intervenuti per il loro contributo al dibattito.
A margine dei lavori, il Presidente del Circolo Legambiente Osimo, Leonardo Puliti, ha dichiarato:
“Il Circolo manterrà una vigilanza costante sulle criticità legate all’inquinamento elettromagnetico, agendo in sinergia con le Amministrazioni Comunali. Il nostro obiettivo è definire strategie che garantiscano i massimi standard di sicurezza per la popolazione, operando nel rigoroso rispetto del quadro normativo vigente ma con un’attenzione prioritaria alla tutela della salute pubblica. In particolare, punteremo all’adozione e/o al continuo aggiornamento dei regolamenti comunali, consentiti dalla legge, per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e la minimizzazione delle esposizioni. Sarà necessario anche un monitoraggio periodico e professionale per garantire che le emissioni restino sempre entro i limiti di legge, specialmente nei ‘punti caldi’ della città come scuole, ospedali o aree densamente popolate.”
QUADRO TECNICO E CRITICITÀ EMERGENTI
L’analisi del Prof. Bersani ha evidenziato diverse vulnerabilità nell’attuale impianto regolatorio, con particolare riferimento ai recenti aggiornamenti legislativi:
- Revisione del valore di attenzione e medie temporali: è stata sollevata una critica circostanziata alla misurazione basata sulla media delle 24 ore. L’innalzamento del valore di attenzione a 15 V/m permette l’insorgenza di picchi di esposizione di elevata intensità, a condizione che la media giornaliera resti entro le soglie; tale approccio “diluisce” il rischio teorico ma ignora l’impatto biologico dei segnali impulsivi intensi.
- Evidenze epidemiologiche e oncologiche: sono stati richiamati gli studi dell’Istituto Ramazzini e del National Toxicology Program (NTP) americano, che hanno correlato l’esposizione a radiofrequenze con l’aumento di neoplasie rare (come gli schwannomi cardiaci), suggerendo che gli attuali standard di tutela basati sugli effetti termici non siano cautelativi contro gli effetti a lungo termine;
- Limiti dell’approccio termico: le linee guida internazionali (ICNIRP) rimangono ancorate alla prevenzione degli effetti termici (surriscaldamento dei tessuti), sottostimando gli effetti biologici non termici (stress ossidativo, danni al DNA, effetti sullo sviluppo di feti e neonati) documentati a potenze d’irraggiamento sensibilmente inferiori;
- Impatto sulla biodiversità:
l’incremento del fondo elettromagnetico non riguarda solo la salute umana, ma interferisce con i sistemi di magnetoricezione e orientamento di specie sensibili come gli insetti impollinatori e l’avifauna migratoria.
LINEE GUIDA PER L’IGIENE ELETTROMAGNETICA E LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO
In un contesto di transizione tecnologica caratterizzato da rilevanti conflitti d’interesse, Legambiente raccomanda:
- Monitoraggio dei siti a rischio: l’installazione di centraline validate di proprietà comunale, gestite dall’ARPAM tramite apposite convenzioni per garantire trasparenza e sicurezza dei dati. Questi sistemi permettono di generare report dettagliati e grafici sull’andamento del campo elettrico (V/m) nell’arco della giornata;
- Protocolli di prevenzione: adozione di misure per ridurre l’esposizione individuale. Si ricorda che il SAR (Specific Absorption Rate) misura la velocità di assorbimento dell’energia da parte del corpo: i limiti UE sono di 2 W/kg per testa/tronco e 4 W/kg per gli arti;
- Priorità alla connettività cablata: prediligere infrastrutture Ethernet (via cavo) e disattivare gli access point Wi-Fi durante le ore notturne per ridurre l’elettrosmog indoor;
- Distanziamento fisico e viva voce: utilizzare auricolari con cavo o, preferibilmente, il viva voce per aumentare la distanza tra la sorgente emittente e il capo,
- Ottimizzazione del segnale (RSSI): evitare l’uso di dispositivi mobili in zone con scarso segnale o all’interno di veicoli in movimento, poiché l’apparato incrementa automaticamente la potenza per mantenere il collegamento;
- Tutela dei minori: inibire l’uso di smartphone ai minori di 12 anni, i cui tessuti e ossa craniche presentano una suscettibilità biologica superiore. Si osserva inoltre una preoccupante diffusione della dipendenza tecnologica (Internet Addiction Disorder), che può evolvere in comorbilità psichiatriche e compromettere lo sviluppo della neuroplasticità e delle funzioni cognitive superiori nei nativi digitali.