Turismo, CNA Ancona: “i numeri crescono. Ora costruiamo insieme la destinazione Ancona”
Verso il 2028 l’occasione per trasformare la crescita dei flussi turistici in sviluppo stabile per la città. CNA: «Lavoriamo insieme a un sistema organizzato dell’accoglienza, fino alla costruzione di una DMO capace di mettere in rete pubblico e privato».
Ancona – I numeri del turismo anconetano sono importanti e raccontano una città che negli ultimi anni ha progressivamente aumentato la propria capacità di attrazione. Ora, secondo CNA Ancona, occorre fare un passo ulteriore: trasformare questa crescita in una strategia condivisa e fare di Ancona una vera destinazione turistica.
«I dati presentati nei giorni scorsi dall’Amministrazione comunale rappresentano un segnale molto positivo – sottolineano Raffaele Giorgetti, presidente CNA Ancona, e Andrea Cantori, segretario CNA Ancona –. Crediamo che questo sia il momento giusto per alzare insieme lo sguardo. Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 porterà la città sotto i riflettori nazionali e internazionali: dobbiamo utilizzare questi due anni non soltanto per prepararci ad accogliere più visitatori, ma per costruire un sistema turistico capace di continuare a funzionare e crescere anche dopo il 2028».
L’OBBIETTVO
Per CNA la direzione dovrebbe essere quella di una Destinazione Ancona, riconoscibile e organizzata, nella quale istituzioni, operatori turistici, strutture ricettive, ristorazione, commercio, artigianato, cultura e servizi possano progressivamente lavorare all’interno di una strategia comune.
«Non si tratta di inventare una nuova sigla o di sovrapporre strutture a quelle esistenti. Si tratta di cominciare a costruire insieme metodo, relazioni e obiettivi condivisi, fino ad arrivare a una vera DMO – Destination Management Organization, capace di coordinare promozione, accoglienza, servizi e offerta turistica. CNA è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione le imprese e le competenze che rappresenta».
I NUMERI INDICANO CHE LA STRADA È QUELLA GIUSTA
A sostenere questa prospettiva sono gli stessi dati. L’elaborazione realizzata da CNA Ancona sui dati statistici della Regione Marche relativi al periodo 2021–2025, integrati con le prime rilevazioni 2026 comunicate dall’Amministrazione comunale, mostra una crescita significativa. Nel 2021 Ancona registrava 327.079 presenze turistiche. Sono diventate 421.140 nel 2022, 442.139 nel 2023, 448.512 nel 2024, fino alle 490.860 presenze del 2025. In quattro anni l’incremento è stato quindi del 50,1%, superiore alla crescita registrata nello stesso periodo dalla provincia di Ancona (+35,2%) e dall’intera regione (+22,5%). Anche il 2026 sembra confermare questa tendenza. Secondo le prime rilevazioni comunicate dal Comune, nei primi otto mesi dell’anno Ancona avrebbe registrato circa 52 mila presenze in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e circa 94 mila in più rispetto al 2024. Sulla base dell’andamento degli ultimi anni, CNA stima per la fine del 2026 uno scenario centrale di circa 570 mila presenze, con una forbice compresa fra 560 mila e 580 mila pernottamenti. Una proiezione, naturalmente, che dovrà essere verificata con i dati definitivi.
UNA CITTÀ DA VIVERE TUTTO L’ANNO
C’è poi un altro elemento che CNA considera particolarmente interessante: Ancona mostra una minore dipendenza dalla sola stagione estiva rispetto al resto della provincia. Nel 2024 e nel 2025 il periodo settembre-dicembre ha rappresentato rispettivamente il 27,9% e il 25,5% delle presenze annuali cittadine, contro il 21,2% e il 20,4% della provincia.
«È forse uno dei dati più interessanti – osservano Giorgetti e Cantori – perché ci dice che Ancona può essere vissuta e proposta durante tutto l’anno. Cultura, mare, paesaggio, porto, patrimonio storico, eventi, enogastronomia e commercio possono diventare parti di un unico racconto e, soprattutto, di un’unica esperienza di città».
Significativa è anche l’evoluzione dell’offerta ricettiva. Nel 2025 le presenze alberghiere sono rimaste sostanzialmente stabili, passando da 265.487 a 268.125 (+1%), mentre quelle nelle strutture extralberghiere sono cresciute da 183.025 a 222.735, con un incremento del 21,7%. L’extralberghiero rappresenta ormai il 45,4% delle presenze complessive. Una trasformazione che, se accompagnata e governata, può rappresentare anche un’opportunità di recupero del patrimonio immobiliare esistente, a partire dal centro storico e dai quartieri nei quali sono presenti immobili inutilizzati o sottoutilizzati.
DALLE PRESENZE AL VALORE PER LA CITTÀ
«La crescita delle presenze è importante, ma per CNA il vero indicatore sarà quanto questa crescita riuscirà a trasformarsi in valore diffuso sul territorio.
Ogni persona che sceglie Ancona deve poter incontrare la città: dormire nelle sue strutture, mangiare nei suoi ristoranti, entrare nei negozi, conoscere le produzioni artigiane, visitare musei e luoghi della cultura, vivere il porto, il mare, i parchi e il territorio. Ancona 2028 ci offre una straordinaria occasione per accelerare questo processo. Non partiamo da zero: i numeri ci dicono che qualcosa sta già cambiando. Ora istituzioni, associazioni e operatori economici possono lavorare insieme affinché questa crescita diventi strutturale. Il 2028 dovrà essere un grande anno per Ancona, ma la sfida più interessante sarà ciò che resterà alla città dal 2029 in poi».