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Senigallia, il fiume buono che consegna al futuro questa brutta immagine

Qualche considerazione a caldo su quanto accaduto in questi giorni di drammaticità e generosità. Connubio quasi sempre indissolubile

SENIGALLIA – A due giorni dall’esondazione del fiume Misa, Senigallia rialza la testa. Anzi, l’aveva rialzata già subito dopo lo shock, quell’acqua improvvisa e inattesa. 

A due giorni dall’esondazione del fiume Misa, Senigallia rialza la testa. Anzi, l’aveva rialzata già subito dopo lo shock, quell’acqua improvvisa e inattesa. La città non è ancora tornata alla normalità, cataste di mobili, suppellettili, materassi, poltrone, mobiletti piccoli e grandi sono drammaticamente ammucchiati davanti alle case inondate dalla piena. Davanti ai cancelli, ai portoni, alle entrate dei negozi la gente lavora alacremente. Scopettone in mano respinge con rabbia la melma, il fango e l’acqua che si sono intromessi nelle loro vite con tanta non richiesta invadenza. Il bilancio è grave, due morti e tante abitazioni distrutte, tanti anni di meticoloso risparmio, di amorevole cura per la propria casa sfumati nel giro di pochi minuti. Negozi con materiale da buttare, migliaia di euro disciolti nelle acque del Misa. Sulle cause si indagherà. Ora è l’emergenza che conta. Protezione Civile del circondario, ma anche dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo hanno risposto tempestivamente alla richiesta di soccorso. Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine semplici cittadini sono accorsi. Un impatto di  smarrimento sulle prime, il lavoro competente immediatamente dopo. Molte scuole sono inagibili per il momento, il plesso del Campus, ma anche il Liceo Medi, tra le altre, dove al posto del vialetto di ingresso incorniciato da begli alberi secolari ora c’è la melma, un pino a sbarrare la strada a poche ore dall’alluvione. Una pena infinita. Perfino gli studenti, “insolenti” abitanti delle aule, ora provano una profonda pietà per i loro banchi, per le sedie annegati nell’acqua. Biblioteche scolastiche distrutte, registri, materiale di segreteria, documenti, un patrimonio non quantificabile in termini di sola economia. Il  fiume Misa, dicono i più anziani riportando le voci tra leggenda e realtà che hanno udite da bambini, ha invaso il viale che porta alla chiesa di Portone, perché fino ai primi del ‘900 quello era il suo corso naturale. E’ tornato dove la natura lo aveva posto, forse. Il fiume Misa ha retto in centro, nella parte nord, è rimasto sia pure paurosamente infuriato a pochi centimetri dagli argini cittadini, risparmiando il nucleo storico di Senigallia e i quartieri a nord della città. Ha rotto le catene in altri punti, lasciando al futuro questa  brutta immagine di sé.