PROTEZIONE CIVILE 1/Osimo rafforza la rete della Protezione Civile tra istituzioni e cittadini. L’impegno di Glorio e Marincioni
A Osimo si sta cercando di costruire una nuova cultura della Protezione Civile. Non soltanto gestione delle emergenze, ma organizzazione stabile del territorio, prevenzione, coordinamento tra uffici e coinvolgimento della comunità. È il percorso che sta seguendo il professor Fausto Marincioni, docente dell’Università Politecnica delle Marche e oggi consigliere delegato della sindaca Michela Glorio sui temi della resilienza territoriale, della riduzione del rischio disastri e del supporto alle politiche di Protezione Civile.
Osimo – Il Comune di Osimo aveva già collaborato con l’Università Politecnica delle Marche nell’ambito del progetto di interesse nazionale PRIN REFOCUSING (Fostering climate change adaptation of local communities through a participatory risk communication strategy / Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici delle comunità locali attraverso una strategia partecipativa di comunicazione del rischio). Un progetto dedicato ai temi della riduzione del rischio disastri e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, orientato a comprendere le criticità nella comunicazione delle emergenze e nella percezione del rischio da parte della popolazione, con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini nella diffusione delle informazioni durante eventi critici.
L’idea di fondo è che una comunità resiliente non possa organizzarsi soltanto nel momento dell’emergenza, ma debba costruire giorno dopo giorno capacità di prevenzione, coordinamento e risposta, integrando questi aspetti nelle attività ordinarie dell’amministrazione comunale: dall’urbanistica alle manutenzioni, dall’ambiente al volontariato, fino alla comunicazione con i cittadini.
Il nodo delle “funzioni di supporto” della Protezione Civile
In questo percorso rientra anche l’applicazione concreta del cosiddetto Metodo Augustus, il modello nazionale di organizzazione delle emergenze basato sulle “funzioni di supporto”: aree operative dedicate a sanità, volontariato, viabilità, assistenza alla popolazione, telecomunicazioni, servizi essenziali e coordinamento tecnico.
Non si tratta di una novità assoluta per Osimo. Le funzioni di supporto erano già state formalmente definite durante il periodo della commissaria prefettizia Anna Maria Branca, ma, anche a causa della brevità del periodo commissariale, nei fatti quel disegno era rimasto soprattutto teorico, senza una vera implementazione operativa interna al Comune.
Ed è proprio qui che si concentra oggi il lavoro, trasformare quell’impianto sulla carta in un sistema realmente funzionante. L’obiettivo è quello di definire procedure stabili che garantiscano un funzionamento efficace del Centro Operativo Comunale (COC), permettendogli di attivarsi rapidamente in caso di criticità. Un passaggio organizzativo che punta a rendere la macchina comunale più preparata ad affrontare eventi estremi, da quelli meteorologici a quelli sismici.
La rete del volontariato
Un altro aspetto su cui l’amministrazione comunale starebbe lavorando riguarda il rafforzamento del coordinamento tra i diversi soggetti del volontariato locale. L’obiettivo sarebbe quello di valorizzare al massimo competenze, mezzi e capacità operative dei gruppi già presenti sul territorio, costruendo una collaborazione più strutturata tra il Gruppo comunale di Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Osimo, la Misericordia di Osimo, AEOPC Valco Marche e l’Associazione CB OM Osimo.
In questo quadro rientrerebbe anche un percorso di riorganizzazione del Gruppo comunale di Protezione Civile, con l’idea di renderlo maggiormente integrato con il sistema delle funzioni di supporto e più preparato ad affrontare scenari complessi attraverso formazione, procedure condivise ed esercitazioni operative.
Il banco di prova dell’esercitazione regionale sulla diga di Castreccioni
Questo percorso troverà un primo importante momento di verifica tra il 19 e il 21 giugno 2026, quando Osimo sarà coinvolta nella grande esercitazione regionale di Protezione Civile organizzata dalla Regione Marche sullo scenario di collasso della diga di Castreccioni, nel territorio di Cingoli. Un’esercitazione che coinvolgerà 14 Comuni attraversati dal bacino del Musone, tra cui proprio Osimo. Verranno testate le diverse fasi operative previste dal Piano di emergenza: preallerta, vigilanza rinforzata, gestione del pericolo e risposta all’emergenza.
Per il Comune di Osimo sarà anche un’occasione concreta per mettere alla prova parte del lavoro organizzativo che si sta cercando di costruire in questi mesi, ossia coordinamento tra uffici, funzionamento delle funzioni di supporto, comunicazioni operative, gestione della viabilità, rapporto con il volontariato e capacità di risposta del Centro Operativo Comunale.
L’amministrazione comunale ha inoltre previsto alcuni momenti informativi per la popolazione all’interno dei prossimi Consigli di Quartiere, durante i quali verranno forniti chiarimenti ai cittadini e spiegate le modalità dell’esercitazione. Gli incontri interesseranno i quartieri delle frazioni coinvolte, in modo particolare Casenuove, Campocavallo, Passatempo e Padiglione.
Una visione più ampia della resilienza territoriale
Questo percorso si inserisce nella strategia più ampia della sindaca Michela Glorio, che ha più volte richiamato la necessità di rafforzare la resilienza territoriale di Osimo, anche attraverso la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Marincioni porta in questo lavoro una lunga esperienza internazionale sui temi della riduzione del rischio disastri e della pianificazione territoriale. Nel suo percorso scientifico ha collaborato con istituzioni nazionali e internazionali occupandosi di protezione ambientale, pericoli idrogeologici, sismici e adattamento climatico.
La direzione sembra essere quella di una Protezione Civile più partecipata e diffusa: non solo soccorso, ma prevenzione, formazione, pianificazione e partecipazione dei cittadini. Un cambio di approccio che, per Osimo, potrebbe rappresentare soprattutto un salto culturale prima ancora che amministrativo.
A Osimo si sta cercando di costruire una nuova cultura della Protezione Civile. Non soltanto gestione delle emergenze, ma organizzazione stabile del territorio, prevenzione, coordinamento tra uffici e coinvolgimento della comunità. È il percorso che sta seguendo il professor Fausto Marincioni, docente dell’Università Politecnica delle Marche e oggi consigliere delegato della sindaca Michela Glorio sui temi della resilienza territoriale, della riduzione del rischio disastri e del supporto alle politiche di Protezione Civile.
Osimo – Il Comune di Osimo aveva già collaborato con l’Università Politecnica delle Marche nell’ambito del progetto di interesse nazionale PRIN REFOCUSING (Fostering climate change adaptation of local communities through a participatory risk communication strategy / Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici delle comunità locali attraverso una strategia partecipativa di comunicazione del rischio). Un progetto dedicato ai temi della riduzione del rischio disastri e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, orientato a comprendere le criticità nella comunicazione delle emergenze e nella percezione del rischio da parte della popolazione, con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini nella diffusione delle informazioni durante eventi critici.
L’idea di fondo è che una comunità resiliente non possa organizzarsi soltanto nel momento dell’emergenza, ma debba costruire giorno dopo giorno capacità di prevenzione, coordinamento e risposta, integrando questi aspetti nelle attività ordinarie dell’amministrazione comunale: dall’urbanistica alle manutenzioni, dall’ambiente al volontariato, fino alla comunicazione con i cittadini.
Il nodo delle “funzioni di supporto” della Protezione Civile
In questo percorso rientra anche l’applicazione concreta del cosiddetto Metodo Augustus, il modello nazionale di organizzazione delle emergenze basato sulle “funzioni di supporto”: aree operative dedicate a sanità, volontariato, viabilità, assistenza alla popolazione, telecomunicazioni, servizi essenziali e coordinamento tecnico.
Non si tratta di una novità assoluta per Osimo. Le funzioni di supporto erano già state formalmente definite durante il periodo della commissaria prefettizia Anna Maria Branca, ma, anche a causa della brevità del periodo commissariale, nei fatti quel disegno era rimasto soprattutto teorico, senza una vera implementazione operativa interna al Comune.
Ed è proprio qui che si concentra oggi il lavoro, trasformare quell’impianto sulla carta in un sistema realmente funzionante. L’obiettivo è quello di definire procedure stabili che garantiscano un funzionamento efficace del Centro Operativo Comunale (COC), permettendogli di attivarsi rapidamente in caso di criticità. Un passaggio organizzativo che punta a rendere la macchina comunale più preparata ad affrontare eventi estremi, da quelli meteorologici a quelli sismici.
La rete del volontariato
Un altro aspetto su cui l’amministrazione comunale starebbe lavorando riguarda il rafforzamento del coordinamento tra i diversi soggetti del volontariato locale. L’obiettivo sarebbe quello di valorizzare al massimo competenze, mezzi e capacità operative dei gruppi già presenti sul territorio, costruendo una collaborazione più strutturata tra il Gruppo comunale di Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Osimo, la Misericordia di Osimo, AEOPC Valco Marche e l’Associazione CB OM Osimo.
In questo quadro rientrerebbe anche un percorso di riorganizzazione del Gruppo comunale di Protezione Civile, con l’idea di renderlo maggiormente integrato con il sistema delle funzioni di supporto e più preparato ad affrontare scenari complessi attraverso formazione, procedure condivise ed esercitazioni operative.
Il banco di prova dell’esercitazione regionale sulla diga di Castreccioni
Questo percorso troverà un primo importante momento di verifica tra il 19 e il 21 giugno 2026, quando Osimo sarà coinvolta nella grande esercitazione regionale di Protezione Civile organizzata dalla Regione Marche sullo scenario di collasso della diga di Castreccioni, nel territorio di Cingoli. Un’esercitazione che coinvolgerà 14 Comuni attraversati dal bacino del Musone, tra cui proprio Osimo. Verranno testate le diverse fasi operative previste dal Piano di emergenza: preallerta, vigilanza rinforzata, gestione del pericolo e risposta all’emergenza.
Per il Comune di Osimo sarà anche un’occasione concreta per mettere alla prova parte del lavoro organizzativo che si sta cercando di costruire in questi mesi, ossia coordinamento tra uffici, funzionamento delle funzioni di supporto, comunicazioni operative, gestione della viabilità, rapporto con il volontariato e capacità di risposta del Centro Operativo Comunale.
L’amministrazione comunale ha inoltre previsto alcuni momenti informativi per la popolazione all’interno dei prossimi Consigli di Quartiere, durante i quali verranno forniti chiarimenti ai cittadini e spiegate le modalità dell’esercitazione. Gli incontri interesseranno i quartieri delle frazioni coinvolte, in modo particolare Casenuove, Campocavallo, Passatempo e Padiglione.
Una visione più ampia della resilienza territoriale
Questo percorso si inserisce nella strategia più ampia della sindaca Michela Glorio, che ha più volte richiamato la necessità di rafforzare la resilienza territoriale di Osimo, anche attraverso la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Marincioni porta in questo lavoro una lunga esperienza internazionale sui temi della riduzione del rischio disastri e della pianificazione territoriale. Nel suo percorso scientifico ha collaborato con istituzioni nazionali e internazionali occupandosi di protezione ambientale, pericoli idrogeologici, sismici e adattamento climatico.
La direzione sembra essere quella di una Protezione Civile più partecipata e diffusa: non solo soccorso, ma prevenzione, formazione, pianificazione e partecipazione dei cittadini. Un cambio di approccio che, per Osimo, potrebbe rappresentare soprattutto un salto culturale prima ancora che amministrativo.